Casa dolce casa

Il percorso di inserimento in un nuovo paese è fatto di tanti ostacoli e richiede un’immensa forza d’animo e impegno costante. Per questo siamo molto contenti di condividere con voi la storia di una famiglia siriana, giunta tramite i Corridoi Umanitari, che questa estate ha lasciato il progetto di accoglienza per iniziare una nuova vita in Italia in maniera autonoma e indipendente. 

 

George e Kenda sono arrivati in Italia con la loro bambina Perla a marzo 2017. Nello stesso anno li hanno raggiunti anche i genitori, la sorella e la nipote di George. 

Lui orafo di professione in Siria, qui a Milano è stato in grado di rinegoziare il suo ruolo e reinventarsi come cuoco in un ristorante libanese, sicuramente con qualche dispiacere, ma rinvigorito dalla dignità del lavoro e dall’essere in grado di mantenere la sua famiglia. Lei ha dimostrato un forte impegno e indubbie capacità nell’apprendimento dell’italiano, tanto da essere considerata il riferimento linguistico per l’intera famiglia. La figlia si è subito adattata nel nuovo contesto grazie anche al ruolo fondamentale della scuola e all’incredibile resilienza che hanno i bambini. Nell’agosto 2018, durante l’accoglienza, è nata anche la piccola Gioia, simbolo forse del vero inizio di una nuova vita. Dopo la nascita della figlia, Kenda ha avuto voglia di rimettersi in gioco anche sul piano professionale, forte anche del supporto che i suoceri e la cognata hanno potuto offrire nell’accudimento delle sue figlie. Grazie ad una borsa di studio sponsorizzata dalla Fondazione Isacchi-Samaja di Milano, Kenda ha ottenuto la qualifica di Ausiliare socio-assistenziale. 

Alla scadenza del loro progetto, a settembre 2019, hanno avuto la possibilità di restare nella casa che li aveva accolti durante l’accoglienza per altri 9 mesi perchè George si è reso disponibile a pagare l’intero affitto della casa. A giugno 2020 grazie a dei loro contatti sono riusciti a trovare una casa in affitto con riscatto in un comune nella provincia di Milano: grazie ai loro risparmi e all’aiuto di Diaconia Valdese sono riusciti ad aprire un mutuo per l’acquisto della loro nuova casa. 

Lo spirito di adattamento al nuovo contesto e l’impegno costante, la presenza di punti di riferimento all’interno della famiglia “allargata”, la capacità di sviluppare una rete amicale e il supporto costante dell’equipe del progetto di accoglienza sono stati gli ingredienti fondamentali per questa storia di successo. 

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