TUTELA LEGALE

TUTELA LEGALE

L’orientamento legale è una delle componenti fondamentali e più complesse del percorso di assistenza integrata di richiedenti asilo e rifugiati, perchè l’audizione con la Commissione Territoriale è il luogo e momento in cui si decide per il riconoscimento della protezione internazionale ed è quindi il punto cruciale del percorso di accoglienza che può determinare differenti sviluppi della proprio percorso di richiedente asilo.

La maggioranza delle persone accolte nei progetti ha una conoscenza parziale dei propri diritti e della normativa sull’asilo e talvolta le informazioni di cui dispongono sono frutto di un passaparola non sempre corretto. L’informazione è pertanto il primo passo. Il secondo passo è la preparazione per l’audizione con la Commissione Territoriale. In questa fase lo strumento di lavoro principale e l’ascolto, individuando gli elementi utili per la propria richiesta d’asilo, consapevoli delle difficoltà che il racconto di esperienze dolorose può portare. L’obiettivo primario è informare il richiedente asilo di tutti quegli elementi utili a comprendere il contesto in cui si trova in modo da essere consapevole delle proprie scelte.

In alcuni casi diventa molto importante il supporto specialistico psicoterapeutico e psicosociale. Occorre anche considerare il ruolo giocato dalle conseguenze psichiche di alcune situazioni estreme che il richiedente asilo potrebbe aver subito. Anche in questo ambito è strategica la costruzione di una rete di collaborazione territoriale con i centri specializzati per il supporto a rifugiati, richiedenti asilo e vittime di tratta: a Torino, per affrontare criticità specifiche, abbiamo chiesto la collaborazione dell’Associazione Frantz Fanon e dell’Associazione Tampep.

Il percorso di orientamento legale può non concludersi con la Commissione Territoriale. Infatti, nel caso di diniego, il richiedente asilo ha diritto di fare ricorso al Tribunale Ordinario attraverso un legale chiamato a seguire il caso. Nel corso delle diverse esperienze abbiamo sempre richiesto la collaborazione di avvocati dell’ASGI, che hanno competenze specifiche in diritto d’asilo.

INSERIMENTO ABITATIVO

INSERIMENTO ABITATIVO

L’inserimento abitativo è uno dei pilastri dell’accoglienza che si basa su un modello diffuso sul territorio e diviso in piccoli appartamenti di cui le persone accolte sono responsabili in ogni suo aspetto, favorendo così la sinergia con il territorio, l’autonomia del richiedente asilo e i percorsi di integrazione. Non sempre è possibile accogliere le persone in appartamenti, ma la soluzione di centri accoglienza medio/grossi viene applicata solo e soltanto se non ci sono alternative.

La Diaconia ritiene che il modello di accoglienza diffusa sia il miglior modo per i progetti di accoglienza per lavorare in sinergia con il territorio, utilizzando i servizi e le risorse che offre e mettendo a disposizione le capacità e competenze delle persone accolte. Saranno le persone accolte a muoversi e andare attivamente verso i servizi, mentre i centri di accoglienza tendono ad accentrare i servizi e portarli verso le persone accolte.

CORSI DI ITALIANO

CORSI DI ITALIANO

L’apprendimento della lingua italiana è uno degli obblighi per legge di tutti i progetti, ma è sopratutto il primo passo fondamentale per qualsiasi percorso di integrazione. Per questo motivo i beneficiari dei progetti prendono parte ogni settimana ad almeno dieci ore di lezione di italiano complessive fra il corso tenuto dagli insegnanti di italiano della Diaconia Valdese, le classi di italiano per stranieri del CPIA (Centro Provinciale Istruzione Adulti) e l’aiuto parallelo fornito da volontari.

Si cerca il più possibile di creare percorsi personalizzati, dividendo per livello di italiano le persone accolte e collaborando con le equipe territoriali e la scuola pubblica.

La conoscenza dell’italiano è uno degli elementi determinanti (forse il più rilevante) per il percorso di inserimento sociale nel territorio in cui vivono anche se in molti casi il tempo passato nei progetti di accoglienza non è sufficiente perchè una persona possa imparare la lingua, ma è anche vero che spesso il percorso di insegnamento linguistico sfocia nel percorso finalizzato ad acquisire la licenza media offerto dai CPIA, e avere così la possibilità di frequentare corsi di formazione professionale, essenziali per un futuro inserimento lavorativo. Le possibilità offerte fuori dalle città capoluogo di Regione sono limitate nei numeri e nei settori (Cucina, oss, metalmeccanico e tecnico), ma la costante collaborazione con il territorio, sensibile alla domanda che nasce dai propri cittadini, ha portato a nuove collaborazioni e possibilità che sono in costante aggiornamento.

TUTELA SANITARIA

TUTELA SANITARIA

La tutela sanitaria è una delle 5 attività principali dei progetti di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati. All’arrivo di nuovi beneficiari viene eseguito uno screening sanitario e tutte le persone accolte vengono iscritte al sistema sanitario nazionale venendo così assegnate a un medico di base. L’accesso a sistema sanitario avviene come per tutte le persone attraverso visite e medicine prescritte dal proprio medico. La tutela sanitaria può prevedere anche un percorso di assistenza psicologica nel caso in cui la situazione lo richieda. Anche in questo caso i progetti di accoglienza si appoggiano ai servizi del territorio con i Centri di Salute Mentale delle ASL. In alcuni casi specifici si può prevedere l’attivazione di un percorso specifico privato o di appoggiarsi a servizi particolari del territorio.

INSERIMENTO LAVORATIVO

INSERIMENTO LAVORATIVO

L’avviamento al mercato del lavoro italiano avviene attraverso un bilancio delle competenze, la preparazione ai colloqui, e il sostegno nella ricerca lavoro. Per il primo impiego la Diaconia Valdese si avvale dell’utilizzo di tirocini di inserimento e reinserimento lavorativo, uno strumento usato per favorire l’assunzione di personale non qualificato per un periodo di lavoro e formazione al termine del quale può seguire un’assunzione vera e propria o una proroga del tirocinio stesso. La modalità di impiego tramite borsa lavoro è vantaggiosa per le aziende, associazioni ed enti che vogliano avvalersi di un tirocinante richiedente asilo o rifugiato perché le spese per i documenti di attivazione, l’emissione del cedolino e l’indennità di tirocinio (retribuzione) sono a carico della Diaconia Valdese stessa fino al limite di un part-time da 20 ore settimanale per 3 mesi. L’azienda ha in carico i costi dell’Inail e quelli relativi agli adempimenti sulla sicurezza.

Il lavoro tramite tirocinio è un esempio pratico di integrazione, formazione linguistica e professionale dei migranti, ma anche di restituzione al territorio tramite lavoro pratico con pochi costi per l’impresa.

Se siete un’azienda o un ente interessati contattateci tramite la pagina Contatti!

#borsalavoromigranti