S.P.R.A.R. e CAS

S.P.R.A.R. e CAS

Nel 2001 il Ministero dell’Interno Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani (ANCI) e l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (UNHCR) siglano un protocollo d’intesa per la realizzazione di un “Programma nazionale asilo” dando di fatto i natali al primo sistema pubblico per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati.

La legge n. 189/2002 ha successivamente istituzionalizzato le misure di accoglienza organizzata, prevedendo la costituzione del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) e del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, dedicato al finanziamento dei progetti di accoglienza.

Il ruolo di coordinamento spetta al Servizio Centrale, istituito dal Ministero dell’Interno – Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione e affidato con convenzione ad ANCI. I richiedenti asilo che non accedono allo SPRAR vengo inseriti in progetti delle Prefetture regionali.

I CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) sono gli appartamenti dedicati alle accoglienze di richiedenti asilo in progetti attivati per conto delle prefetture territoriali che hanno in carico la gestione dei flussi migratori straordinari che non riescono a rientrare nei posti SPRAR. La Diaconia ha scelto di uniformare la gestione delle persone accolte nei progetti prefettura e SPRAR appianando ogni eventuale differenza nel rispetto dei singoli regolamenti e esigenze dei diversi committenti.

CORRIDOI UMANITARI

CORRIDOI UMANITARI

La Diaconia Valdese è partner del progetto Corridoi Umanitari di Mediterranean Hope, iniziativa della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI), della Comunità di Sant’Egidio e della Chiesa Valdese – Unione delle chiese metodiste e valdesi, con il sostegno dell’Otto per mille della stessa. I Corridoi umanitari sono frutto di una collaborazione ecumenica tra cristiani cattolici e protestanti che hanno scelto di unire le loro forze per un progetto di alto profilo umanitario.

Il 15 dicembre 2015 è stato firmato il primo protocollo con i Ministeri dell’Interno e degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale: esso ha previsto il rilascio da parte delle autorità Italiane di mille visti per motivi umanitari nel biennnio 2016-2017; il protocollo è stato poi rinnovato il 7 novembre 2017 per ulteriori mille visti da rilasciare nel biennio successivo.

I paesi dai quali è previsto l’arrivo dei richiedenti protezione internazionale sono innanzitutto il Libano, dove sono presenti numerosissimi profughi siriani in condizioni di estrema vulnerabilità, ma gli accordi prefigurano possibili arrivi anche da Marocco, per persone di origine prevalentemente sub-sahariana,  ed Etiopia, paese che si trova al centro di una regione caratterizzata da dittature e guerre civili.

Le associazioni proponenti, attraverso contatti diretti nei paesi interessati dal progetto o segnalazioni fornite dagli attori locali (ONG, associazioni, organismi internazionali, in primis l’UNHCR) predispongono le liste dei potenziali beneficiari. Le liste vengono poi verificate, trasmesse alle autorità consolari italiane dei paesi coinvolti, controllate dal Ministero dell’Interno e quindi vengono rilasciati dei “visti con validità territoriale limitata” (ai sensi dell’Art. 25 del regolamento CE n. 810/2009.

Il progetto è totalmente autofinanziato dalle associazioni proponenti. La Diaconia valdese si occupa di fornire ospitalità ai beneficiari una volta arrivati in Italia, assistenza legale nella domanda di protezione internazionale e l’accompagnamento socio-educativo-lavorativo volto al miglior percorso di integrazione in Italia per ciascun beneficiario.

Attualmente anche Francia e Belgio hanno deciso di replicare questo virtuoso modello.

COMMUNITY CENTER

COMMUNITY CENTER

Spazi per Ri-conoscersi

La rete dei Community Center nasce con l’idea di supportare, orientare e rilevare i bisogni, promuovendo azioni di sostegno ed empowerment delle fasce vulnerabili della popolazione, grazie alla collaborazione tra Oxfam Italia Intercultura e Diaconia Valdese che da anni lavorano attivamente sul tema dell’integrazione delle persone vulnerabili.

Attualmente sono aperti cinque sportelli di ascolto, orientamento e accompagnamento, nelle seguenti  città: Torino, Milano, Firenze, Arezzo e Catania. Team multidisciplinari composti da operatori qualificati, mediatori linguistico culturali e volontari animano le attività dei Community Center fornendo servizi pensati in maniera specifica per ciascun territorio. I servizi erogati, di orientamento in ambito legale, socio sanitario, formativo e lavorativo, sono organizzati all’interno di spazi in grado di mettere a proprio agio gli utenti, differenziandosi dagli ambienti spesso troppo burocratici e formali proposti all’interno dei circuiti istituzionali. Anche l’approccio del colloquio è pensato per far emergere i bisogni inespressi dell’utente, permettendo che esso possa poi essere seguito al meglio nel suo percorso personale.

Tale metodologia di dialogo e confronto serve anche per rilevare le necessità dei territori in cui sono presenti i centri, cosa realizzabile grazie all’interazione costante con la popolazione, la quale vive i Community Center come veri e propri luoghi di cittadinanza attiva, di partecipazione, di condivisione. In tal contesto, grande importanza viene data all’organizzazione di aventi formativi e aggregativi, in collaborazione con varie realtà territoriali.

I servizi erogati

– Orientamento e accompagnamento a pratiche amministrative

Supporto alla compilazione della modulistica delle pubbliche amministrazioni e alla documentazione relativa all’ingresso e alla permanenza in Italia

– Supporto nella scelta del percorso scolastico ed educativo

Orientamento alle scuole di ogni ordine e grado e supporto all’iscrizione scolastica (anche on-line), orientamento ai corsi di italiano, riconoscimento dei titoli di studio ottenuti all’estero e dei percorsi professionali, orientamento all’offerta formativa e ai percorsi professionali

– Orientamento ai servizi territoriali

– Orientamento al lavoro

Individuazione dei bisogni, supporto alla stesura di CV e lettere motivazionali, consulenza per la ricerca del lavoro, consulenza per l’autoimprenditoria, attivazione di tirocini

– Mediazione linguistico-culturale

– Attività ludiche e di socializzazione secondo le richieste e le possibilità del territorio

Dove trovarci

TORINO
Il Passo social point – via Nomaglio 6
Tel. +39 3406638687
torinocenter@diaconiavaldese.org

MILANO
Via Luigi Porro Lambertenghi 28
Tel. +39 3355963982
milanocenter@diaconiavaldese.org

FIRENZE
Centro Metropolis – Via Liguria 7
Tel. +39 3938839538
firenzecenter@diaconiavaldese.org

AREZZO
Via Piave 5
Tel. +39 0575900416
arezzocenter@oxfam.it

CATANIA
Via Giuseppe De Felice 42
Tel. +39 0955877657
cataniacenter@diaconiavaldese.org

OPEN EUROPE

OPEN EUROPE

L’arrivo di migranti, in particolare sulle coste italiane, è considerato come una delle principali emergenze dell’Unione Europea essendo l’Italia luogo di entrata principale per coloro che cercano di raggiungere i diversi paesi dell’Europa. I confini marittimi e terrestri sono quelli dove maggiormente si concentrano le situazioni di più evidente criticità, sia per i migranti in fase di arrivo, prima identificazione e inserimento nel sistema di accoglienza, sia per i migranti che considerano l’Italia solo un Paese di passaggio per raggiungere altri Paesi europei. Qui si trova perciò il maggior numero di persone fuori sai sistemi istituzionali di accoglienza, in situazione di informalità e precarietà, spesso in condizioni a forte rischio di tratta, sfruttamento e in generale privazione dei diritti. Questa situazione genera, per reazione, un forte allarme sociale, rendendo ancora più difficili i percorsi di accoglienza, integrazione e protezione.

Per questi motivi Oxfam Italia e Diaconia Valdese hanno deciso di implementare il proprio programma #OpenEurope nelle aree di confine maggiormente esposte a questi rischi, dalla Sicilia a Ventimiglia. L’intervento si basa su un approccio di protezione a favore dei migranti in transito o fuori dal sistema di accoglienza, con un focus particolare su vulnerabili (in Sicilia) e donne (Ventimiglia), per vedere garantiti i loro diritti e favorirne l’accesso a servizi specializzati in grado di soddisfare i loro bisogni fondamentali. L’assistenza è fornita direttamente dai team di Oxfam e Diaconia Valdese, contando sull’esperienza delle organizzazioni partner: i team mobili sono costituiti da operatori socio-legali e mediatori culturali e sono in grado di raggiungere i migranti nelle aree urbane ed extra urbane, nelle aree di transito e di soggiorno temporaneo, nei punti di sbarco e di trasferimento, negli insediamenti informali. La rete e la collaborazione con l’associazionismo di base sono la chiave per facilitare il rapido intervento delle squadre mobili in tutte le aree oggetto di intervento.

Gli  obiettivi del progetto sono dunque di aiutare le persone a rivendicare i loro diritti orientandole dal punto di vista socio-legale, di facilitarne l’accesso ai servizi di base, di fornire – in Sicilia – un luogo di accoglienza protetto per persone in situazioni di vulnerabilità, e di contrastare le narrazione negativa prevalente sui migranti attraverso attività di sensibilizzazione. L’intervento prevede infatti forti azioni di advocacy e di comunicazione volte a diffondere conoscenze sul fenomeno, sensibilizzando attori diversi e l’opinione pubblica per promuovere il rispetto dei diritti fondamentali di ogni essere umano.

Ponti-Dublino

I migranti che ritornano o sono respinti in Italia nell’ambito della procedura legata agli accordi contenuti nel “Regolamento UE n. 604/2013” o “Regolamento di Dublino III” (i cosiddetti “dublinati”) vivono difficoltà più o meno importanti per re-inserirsi sia nella procedura d’asilo sia nel sistema d’accoglienza. I bisogni sono di ordine materiale (ospitalità e sussistenza) e relativi all’accompagnamento-orientamento per depositare la propria domanda d’asilo o iniziare il percorso di inclusione. Il Progetto Ponti-Dublino si pone come obiettivo di migliorare la qualità del percorso di presa in carico dei migranti “dublinati”, facilitando il loro inserimento nel sistema d’accoglienza e nella società. Concretamente, si intende evitare che le persone trasferite in Italia si trovino prive di assistenza e orientamento legale e ai servizi di cui hanno diritto, e che quindi siano costrette a vivere in condizioni del tutto precarie, trovando rifugio sotto i ponti o nelle stazioni ferroviarie. Attraverso il progetto Ponti-Dublino i beneficiari che vengono segnalati dalle chiese o dalle associazioni partner o che presentano spontaneamente richiesta hanno assicurata l’analisi della documentazione inerente il loro iter di richiesta asilo e le motivazioni del rinvio in Italia e vengono aiutati a riprendere il percorso socio-legale eventualmente interrotto. Laddove necessario e compatibilmente con i posti a disposizione può essere inoltre prevista un’accoglienza a breve termine in vista della presa in carico da parte del sistema istituzionale.

Come funziona il progetto?

Presso il Community Center di Milano (link “interno”) è attivo un “desk” coordinato da un operatore legale che opera attraverso contatto diretto, telefonico o via email. Esso funge da referente per i partner all’estero e mantiene i contatti operativi con gli attori istituzionali e non dell’accoglienza in Italia. Il Community Center di Milano opera, laddove è  necessario, in collegamento con gli altri Community Center. Compito dell’operatore è di elaborare una prima valutazione delle possibilità per il beneficiario di inserimento nel sistema di accoglienza, di presa in carico, di possibilità di ricorso, etc.

In caso di necessità – p.es. particolare vulnerabilità dei beneficiari, sostegno da parte di chiese e associazioni estere – il desk può proporre l’inserimento della persona in un’accoglienza temporanea.

Per saperne di più su questo tema è online il numero speciale de I Quaderni della Diaconia “Il diritto di restare: il regolamento Dublino, i volti, le storie e le possibili buone pratiche”.

ALTRI PROGETTI

ALTRI PROGETTI

Raccontiamo qui alcuni dei progetti oltre ai progetti di accoglienza vera e propria che abbiamo fatto:

1.Fami

Mediazione Linguistico – Culturale sul territorio

Il servizio di mediazione linguistico-culturale sul territorio si propone l’obiettivo è favorire e sostenere l’integrazione dei cittadini stranieri di paesi terzi, potenziando l’azione dei servizi territoriali a loro rivolti attraverso il dispositivo della mediazione linguistico-culturale. Prevede inoltre azioni di mediazione di comunità rivolte alla popolazione straniera in luoghi di aggregazione formale e informale, al fine di informare, orientare, moltiplicare e diversificare i punti di accesso dei cittadini stranieri ai servizi.

Il servizio di mediazione linguistico-culturale si articola nell’ambito di

  • progetto FAMI – Regione Piemonte Progetto InterAzioni in Piemonte – Azione 2 “FacilitAzione”  per le annualità 2016-2018, quadrante provincia di Torino;
  • FAMI IMPACT per l’annualità 2018-2020, quadrante provincia di Torino;
  • convenzioni stipulate con i servizi territoriali.

2.Rifugiati in cucina

“Rifugiati in Cucina” è un’iniziativa di scambio interculturale attraverso la cucina dei richiedenti asilo e rifugiati. Il progetto è attivo nei territori della provincia di Torino e ha menù variabili in base alle persone accolte nei progetti. I menù finora proposti sono stati quelli di: pakistan, bangladesh, costa d’avorio, mali, guinea e africa subsahariana, siriana marocchina.

Quest’iniziativa ha preso il via all’inizio del 2015 con un grande sviluppo durante l’estate, grazie anche alla rassegna cinematografica organizzata dal Rifugio Re Carlo Alberto di Luserna San Giovanni (TO) che, attraverso alcuni film inerenti al tema dell’immigrazione o semplicemente riguardanti i paesi d’origine di alcuni richiedenti asilo e rifugiati, ha permesso di creare delle vere e proprie serate a tema.

Chiunque volesse usufruire di quest’iniziativa per i propri eventi, non esiti a contattarci all’indirizzo: laboratorimigranti@diaconiavaldese.org 

3.Diaconia Comunitaria

Il progetto di Diaconia Comunitaria “Accogliere e farsi accogliere” nasce dalla necessità dei concistori di rispondere alla presenza di richiedenti asilo accolti sul territorio della propria chiesa all’interno dei progetti della Diaconia Valdese.

E’ il concistoro di Pomaretto, nel 2015, a fare da pioniere. Una giovane volontaria residente in paese è stata reclutata per pensare e svolgere attività a favore dell’integrazione e della conoscenza del territorio; seppur si trattasse di una sperimentazione, l’esito del progetto è stato così favorevole che l’anno seguente si è pensato di estendere l’attività anche ad altri concistori e quindi anche ad altri giovani volontari.

Nel 2016 al progetto “Accogliere e farsi accogliere” hanno aderito le chiese di Villar Pellice, Torre Pellice, San Germano e Pomaretto.

Sono stati coinvolti 5 volontari: due per svolgere attività nel progetto Crumière, uno a Torre Pellice, uno a San Germano e uno a Pomaretto. L’anno trascorso ha visto volontari e ragazzi delle accoglienze conoscersi ed impegnarsi in varie attività, sia ricreative che utili a creare una rete sul territorio in cui muoversi per la ricerca del lavoro e la progettazione del percorso migratorio.

Nel 2017 è cambiato il panorama dell’accoglienza in Val Pellice, con la chiusura del CAS Crumière e l’avvio di una micro accoglienza diffusa sul territorio; si è quindi pensato il progetto come un’unica azione a livello di Valle, in cui i volontari (pur facendo sempre capo ai concistori di riferimento) hanno lavorato in modo sinergico spaziando da Bobbio Pellice a Luserna San Giovanni.

4.Black stars

Il progetto della squadra di calcio Balck Stars nasce durante l’esperienza della Crumiere di Villar Pellice (TO) quando la Diaconia Valdese si è trovata a dover gestire un centro di accoglienza con 60 posti. Tra le varie attività si è cominciato a far giocare a calcio le persone accolte e un poco alla volta è nata l’idea di unire il progetto educativo alle attività sportive formando una vera e propria squadra e partecipando a una campionato. La Black Stars partecipa al tornea CSI De Coubertin di calcio a 9 che si svolge nel pinerolese. Al di là dei risultati sportivi, la squadra di calcio è uno strumento educativo per facilitare la creazione di un gruppo e di un senso di appartenenza, e per sviluppare puntualità, impegno, rispetto di sè stessi, dei propri compagni e degli avversarsi.

5.Abito qui

Il laboratorio di sartoria Abito Qui, attivo a Villa Olanda a Luserna San Giovanni e in coworking a Torino, è uno spazio per la creazione di abiti, borse e gadget vari che vede il coinvolgimento sia di persone accolte nei progetti per richiedenti asilo che per disoccupati o semplici amatori. Sotto la supervisione della responsabile i partecipanti al laboratorio si avvicinano a un mestiere in ottica formativa, ma con l’obiettivo che gli abiti creati non fini a sè stessi e alle necessità del laboratorio, ma sono prodotti che vengono distribuiti e usati al di fuori del solo spazio laboratoriale.

6.Lab informatica

Il laboratorio di informatica, attivo a Villa Olanda a Luserna san Giovanni (TO), è il risultato di un prezioso lavoro di recupero di materiali dismessi e in disuso, ma ancora funzionanti che una volta riparati e dopo aver sostituito qualche pezzo hanno permesso di avere 10 computer funzionanti grazie ai quali si possono organizzare laboratori di informatica di vari livelli: si parte dall’abc dell’uso del computer (office e mail) arrivando fino a laboratori di programmazione in open source. Le iscrizioni sono aperte a tutti, richiedenti asilo e persone interessate che abitano sul territorio.

7.African Mix – RBE

African Mix, attivo nel 2016, è un programma radiofonico in onda sull’emittente locale Radio Beckwith Evangelica in provincia di Torino a cura di richiedenti asilo e rifugiati. Ad ogni settimana corrisponde un’esplorazione di musica tradizionale differente portata in studio attraverso alcune registrazioni ma anche suonata dal vivo dagli stessi richiedenti asilo che attraverso un’ora settimanale hanno potuto potars un pezzo della color tradizione agli ascoltatori del territorio pinerolese.

#borsalavoromigranti